
Oggi voglio parlarvi di quello che considero il cuore pulsante di ogni comunità che voglia definirsi civile e proiettata nel futuro: la scuola.
A Legnano abbiamo la fortuna di avere istituti d’eccellenza e docenti dediti, ma la politica amministrativa non può limitarsi a gestire la manutenzione degli edifici. Dobbiamo avere una visione. La scuola non è solo un luogo dove si trasmettono nozioni; è lo spazio in cui si costruisce l’uguaglianza, dove il figlio dell’operaio e il figlio del professionista siedono allo stesso banco e hanno, o dovrebbero avere, le stesse opportunità.
In questo percorso, la mia bussola politica e morale resta l’insegnamento di Don Lorenzo Milani. A sessant’anni dalla sua scomparsa, il priore di Barbiana ci parla ancora con una forza dirompente.
“Se si perdono i ragazzi più difficili, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati.”
Questa frase non è un reperto storico, ma un monito attuale. Una città che guarda avanti deve combattere la dispersione scolastica e la povertà educativa. Don Milani ci ha ricordato che l’istruzione è la base della cittadinanza poiché senza la padronanza della lingua non c’è libertà, e chi non ha i termini per esprimersi resterà sempre un suddito. Ci ha insegnato il valore del tempo, immaginando una scuola che non chiude i cancelli alle due del pomeriggio ma resta viva come presidio sociale. Soprattutto, ci ha mostrato che l’equità non consiste nel dare a tutti lo stesso, perché dare parti uguali tra disuguali è la massima ingiustizia; la nostra amministrazione dovrà quindi investire di più dove i bisogni sono maggiori. Sulla parete della scuola di Barbiana c’era scritto “I Care” – Mi importa, mi sta a cuore. È l’esatto opposto del motto fascista “Me ne frego”.
A me sta a cuore il futuro dei nostri figli. Mi sta a cuore che ogni ragazzo di Legnano, dal centro alle periferie, senta che la propria città scommette su di lui. Perché investire nella scuola non è una spesa di bilancio, ma il miglior investimento che una comunità possa fare per la propria libertà.
