Il Bosco dei Ronchi è finalmente di Legnano: una vittoria nata dal basso

Ci sono voluti anni di attesa, di mobilitazioni e di speranze, ma oggi possiamo finalmente dirlo con orgoglio: il Bosco dei Ronchi è diventato patrimonio della città di Legnano. Non è solo un atto formale firmato davanti a un notaio, ma il traguardo di un lungo viaggio collettivo che ci ricorda quanto la nostra comunità sappia essere determinata quando si tratta di difendere il bene comune.

Tutto questo non è successo per caso. Se oggi possiamo festeggiare, è merito di chi, già decenni fa, aveva capito che quel fazzoletto di terra era prezioso. Penso alla lungimiranza del Gruppo Sociale Canazza, fondato da Filippo Di Palma, che per primo ha acceso i riflettori su quest’area, e a tutte le associazioni del territorio che non hanno mai permesso che calasse il silenzio tra cui ricordiamo: Alpini di Legnano, Spazio Incontro Canazza, ANTARES, ANFFAS, UILDM, Casa Scout, AGESCI Legnano, WWF OA Insubria e tanti volontari come Pierantonio Agostini, Giorgio Piccioni, Antonio Sassi, Federica Altichieri, Rosario Miccichè, Karim Filippini e tanti altri che si sono sempre spesi per questa causa. Manifestazioni come il “Compleanno della Terra” sono state fondamentali: non erano solo feste, ma dichiarazioni d’amore per il nostro territorio che hanno tenuto alta la guardia, ricordando a ogni amministrazione che il bosco doveva tornare a Legnano e ai legnanesi.

Ora che la proprietà è finalmente pubblica, si apre una fase entusiasmante. Il Bosco dei Ronchi si trasformerà in quello che gli esperti chiamano un “servizio ecosistemico” in via di realizzazione. In parole povere, significa che il bosco inizierà a lavorare per noi. In una città urbanizzata come Legnano, avere un polmone verde di questa portata è vitale. Gli alberi non sono solo belli da vedere, filtrano l’aria che respiriamo, catturano le polveri sottili, ci regalano ombra e frescura durante le estati sempre più torride e aiutano il terreno a gestire meglio le piogge intense.

Ma al di là dei benefici tecnici, c’è l’aspetto umano. Abbiamo bisogno di questo bosco per stare bene. Il benessere di una comunità passa anche dalla possibilità di camminare tra i rami, di sentire il profumo del sottobosco e di trovare un angolo di silenzio a due passi da casa. È uno spazio che restituisce equilibrio alle nostre vite frenetiche, un luogo dove i bambini possono imparare il rispetto per la natura e gli anziani possono ritrovare il contatto con la terra.

Questa acquisizione è la prova che la partecipazione paga. Il Bosco dei Ronchi è la nostra eredità verde, un investimento sulla salute di tutti noi e sulle generazioni che verranno. Legnano oggi è un po’ più ricca, un po’ più fresca e sicuramente molto più orgogliosa delle sue radici.

Articolo di Claudio Pio CLEMENTE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *