Olio esausto a Legnano: quel piccolo gesto in cucina che può salvare i nostri fiumi

Quante volte ci è capitato, dopo aver preparato una frittura o un gustoso piatto sott’olio, di chiederci cosa fare di quel liquido oleoso rimasto nella padella o nel barattolo? Il gesto più comune, tramandato da generazioni con leggerezza, è anche il peggiore: aprire il rubinetto del lavandino e lasciare che tutto scorra via con l’acqua calda. Sembra una soluzione invisibile, indolore. Eppure, quell’olio che sparisce alla nostra vista non svanisce nel nulla: compie un viaggio sotterraneo che si trasforma rapidamente in un vero e proprio incubo per i nostri ecosistemi acquatici.

L’olio vegetale esausto è un rifiuto speciale altamente inquinante. Quando viene gettato negli scarichi domestici, non si dissolve nell’acqua. Al contrario, aderisce alle pareti delle tubature domestiche e delle reti fognarie, creando ostruzioni e danneggiando i depuratori d’acqua. Ma il danno peggiore si consuma quando raggiunge i corpi idrici naturali, come i fiumi e i torrenti della nostra zona.
Un solo litro di olio vegetale è in grado di inquinare una superficie d’acqua immensa, creando una sottile pellicola impermeabile che impedisce all’ossigeno di dissolversi nell’acqua. Questo film soffoca la flora e la fauna acquatica, compromettendo la biodiversità e alterando gli equilibri biologici dei nostri corsi d’acqua. Proteggere i fiumi significa preservare la salute pubblica e il paesaggio naturale che ci circonda. E proprio noi cittadini di Legnano dovremmo avere a cuore il nostro amato fiume Olona.

Lo sapevi? L’olio alimentare esausto non è un rifiuto organico comune. Se recuperato e trattato da operatori autorizzati, può essere trasformato in preziose risorse, come il biodiesel o lubrificanti vegetali, imboccando la strada virtuosa dell’economia circolare.

Fino a poco tempo fa, a Legnano, chi desiderava smaltire correttamente l’olio da cucina era costretto a recarsi esclusivamente presso la piattaforma ecologica di via Novara. Un passaggio obbligato che, per comodità o mancanza di tempo, frenava molti cittadini virtuosi. Oggi, però, lo scenario cambia radicalmente grazie a una novità importante per la raccolta differenziata a Legnano.

La giunta comunale ha infatti approvato la proposta di Aemme Linea Ambiente (ALA) per l’attivazione di un servizio di micro-raccolta diffuso sul territorio. Tra i mesi di settembre e ottobre, la città vedrà l’installazione di sei nuovi contenitori dedicati esclusivamente alla raccolta dell’olio vegetale esausto. Un intervento strategico, realizzato a costo zero per le casse del Comune, che punta a intercettare i residui della cucina direttamente nei quartieri.

Dove si trovano i punti di raccolta dell’olio a Legnano?
Per rendere il conferimento il più agevole possibile, i contenitori sono stati distribuiti in modo equilibrato in tutta la città, posizionandoli vicino a luoghi ad alta frequentazione e servizi di pubblica utilità:

• Via Nazario Sauro: nel parcheggio davanti all’asilo nido Aldo Moro, vicino all’ecoisola.
• Via Pisa: sul marciapiede antistante la scuola Collodi, nei pressi del distributore dei sacchi.
• Via Monsignor Eugenio Gilardelli: nei pressi dell’ingresso o del parcheggio dell’Ufficio Anagrafe.
• Corso Magenta: all’esterno del cimitero monumentale (lato Via San Michele del Carso), vicino all’ecoisola.
• Piazza Monte Grappa: in prossimità della casetta dell’acqua e del distributore dei sacchi.
• Via Luigi Girardi: nei pressi della casetta dell’acqua.

Ora la palla passa a noi, cittadini di Legnano. Raccogliere l’olio di cottura in una normale bottiglia di plastica e depositarla in uno di questi sei nuovi contenitori è un gesto semplice, che richiede pochissimi secondi ma che ha un impatto straordinario. Facciamo la nostra parte: tuteliamo i nostri fiumi, ripuliamo i nostri gesti quotidiani e rendiamo Legnano un modello sempre più virtuoso di sostenibilità ambientale.


Articolo a cura della redazione per il blog di Claudio Pio Clemente. Fonti: Aemme Linea Ambiente / Comune di Legnano / La Prealpina.

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