Prendersi cura della nostra casa: perché ho firmato il primo Patto di Collaborazione a Legnano

Ho sempre pensato che ogni cittadino non debba essere un semplice spettatore della vita della sua città ma diventarne protagonista. Ho sempre creduto nella cittadinanza attiva infatti, appena si presentò l’occasione di migliorare concretamente una piccola parte della nostra città, insieme a dei cittadini del posto che ho coinvolto tre anni fa, ho avuto l’onore di siglare il primo “Patto di Collaborazione” tra Comune e cittadini attivi a Legnano. Ma di cosa si tratta esattamente e perché dovrebbe interessare a tutti noi?


I Patti di Collaborazione rappresentano lo strumento concreto con cui l’Amministrazione Comunale riconosce e sostiene la “cittadinanza attiva“. In parole semplici, se un cittadino, un gruppo di amici o un’associazione ha un’idea per migliorare un bene comune – che si tratti di un parco, una piazza, un’aiuola o un muro imbrattato – può proporre un progetto al Comune. Attraverso il Patto, cittadini e istituzioni si alleano per gestire insieme quello spazio, definendo compiti e responsabilità. Non si tratta di una mera sostituzione della manutenzione ordinaria, ma di una vera e propria cura condivisa.

Il mio impegno non nasce dal nulla. La mia passione per l’ambiente e il mio ruolo nel WWF mi portano da sempre a guardare il territorio con occhi attenti. Abito a Legnano, amo i suoi quartieri e credo che la politica più bella sia quella che parte dal basso, dal contatto diretto con la città e con le persone.

La scintilla è scattata osservando un’area del parcheggio di via Roveda, in Canazza. Invece di lamentarci del degrado e abbandono dell’area, ho pensato che avremmo potuto farne un’aiuola della biodiversità. Volevo creare qualcosa che non fosse solo bello da vedere, ma utile: un luogo con essenze autoctone per nutrire gli insetti impollinatori, con un “bugs hotel” e magari anche un percorso didattico per i ragazzi delle nostre scuole (vista la vicinaza delle scuola primaria e dell’infanzia).

Il patto che abbiamo firmato riguarda proprio la riqualificazione di quell’area. Con l’aiuto di volontari e alcune associazioni del territorio, abbiamo messo a dimora piante che attirano la vita. È un piccolo intervento, certo, ma ha un valore simbolico enorme poiché dimostra che il cittadino non è solo qualcuno che si lamenta e aspetta un servizio, ma un’energia vitale che può moltiplicare il valore dei beni pubblici.

Questo primo patto è solo l’inizio. La mia speranza, e il mio impegno costante, è che questo modello si diffonda sempre di più in ogni quartiere, dall’Oltresempione a Mazzafame. Immagino una Legnano dove i parchi siano curati non solo dal Comune, che deve dare comunque il massimo, ma anche da gruppi di residenti che organizzano momenti di socialità, dove i muri delle scuole tornino puliti e colorati grazie ai patti con i genitori e dove le piazze diventino laboratori a cielo aperto per l’incontro tra generazioni diverse.

Il futuro della nostra città passa proprio da qui: dalla capacità di ricucire il rapporto tra istituzioni e cittadini. Quando ci prendiamo cura di un pezzetto di città, iniziamo a sentirlo davvero nostro e, di conseguenza, lo rispettiamo di più. I Patti di Collaborazione sono la prova che, se lavoriamo insieme, nessuno si sente più in periferia. La mia porta è sempre aperta per chiunque voglia trasformare un’idea di quartiere in una realtà concreta.

Perché Legnano è la nostra casa. E della propria casa, ci si prende cura insieme.

Saluti

Claudio Pio Clemente

2 commenti

  1. Ho chiamato personalmente Piazza Sambuco quella stessa che oggi risplende di fiori e profumi.

    1. Bellissimo nome, magari lo proponiamo per la nuova toponomastica

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